Una vendetta agrodolce

Una vendetta agrodolceMarco suonò il campanello e attese, spostando sull’altro braccio la pesante pirofila che aveva preparato due giorni prima. La sua fidanzata, Céline, gli aprì la porta eccitata, chiedendogli incuriosita che cosa avesse mai portato di buono questa volta. Lui rispose facendole l’occhiolino e avviandosi verso la cucina, con lei al seguito.
«Super! Che cos’è?» domandò di nuovo, quando lui tolse la carta stagnola che copriva la pirofila.
«Sarde in saor, un piatto tipico delle mie parti» rispose lui, ripensando alla sua amata Italia e a quanto tempo era passato dall’ultima volta che l’aveva vista. Si era trasferito a Parigi quattro anni prima per stare con Céline e da allora non era più tornato. Si era innamorato di lei a prima vista, durante l’estate di cinque anni prima, quando era entrata a mangiare nella trattoria che Marco gestiva insieme ai suoi genitori. Qualche settimana dopo Céline era ripartita e lui, senza pensarci troppo, aveva deciso di seguirla, affittando un appartamento nella sua città e lavorando come cuoco in uno dei tanti ristoranti di Parigi.
Si sedettero a tavola e Marco notò con soddisfazione che la sua fidanzata si stava abbuffando avidamente di quella deliziosa pietanza.
«Adoro la cucina italiana», disse lei ad un certo punto, mentre lui, sorridendo, le riempiva nuovamente il piatto. «Devi assolutamente darmi la ricetta tesoro».
«Non è un piatto complesso da preparare. Prima devi pulire le sarde, infarinarle, friggerle in abbondante olio e salarle. Io ho usato un chilo di sarde. Poi affetti circa un chilo e mezzo di cipolle e le friggi usando un po’ dell’olio di frittura delle sarde. Aggiungi sale e pepe, un po’ di pinoli e uvetta e le fai appassire con dell’aceto e un cucchiaio di zucchero. Una volta raffreddate alterni in una pirofila uno strato di cipolle ad uno di sarde e il gioco è fatto(1). Visto che oggi è il nostro anniversario ho pensato di aggiungere anche un ingrediente segreto».
«Ti prego, dimmi qual è» lo supplicò lei, accarezzandogli la mano e guardandolo con uno sguardo seducente.
«Forse più tardi» e le diede un delicato bacio sulla guancia, prima di mettersi a sparecchiare.
Dopo pranzo si accomodò sul divano con Céline che, teneramente abbracciata a lui, lo costrinse a guardare un paio di commedie strappalacrime che le piacevano tanto e che, secondo lei, erano l’essenza stessa del romanticismo.
Il secondo film era quasi terminato quando Céline avvertì dei forti crampi improvvisi alla pancia che la fecero rizzare a sedere. Marco non fece neppure in tempo a domandarle cosa c’era che quella si alzò e corse subito verso il bagno.
Trattenendo una risata, lui appoggiò sul tavolino una boccetta di Guttalax, “l’ingrediente segreto” con cui aveva condito di nascosto il piatto di Céline. Di sicuro ne avrebbe avuto per un bel po’ in bagno ed era certo che la prossima volta ci avrebbe pensato due volte prima di tradire ancora il proprio ragazzo.
Marco uscì appagato da quella casa e si avviò verso la macchina parcheggiata lì sotto e già caricata con tutti i suoi bagagli. Era ora di tornare a casa dalla sua famiglia, in Italia.
‘È proprio vero!’, pensò. ‘La vendetta è un piatto che va servito freddo. Freddo proprio come le sarde in saor.‘ e a questo pensiero non riuscì più a trattenersi e scoppiò a ridere.

(1) Autentica ricetta della tradizione veneta.

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