I Sovrani dei Regni del Giorno e della Notte

Sole e Luna

Migliaia e migliaia di anni fa, il Sole e la Luna vivevano felici da bravi fratelli in un gigantesco Palazzo di Diamante, in un luogo assai remoto, dove anima viva mai sarebbe giunta. Le giornate solevano trascorrere nel loro incantevole giardino di smeraldo e rubini, rincorrendosi senza sosta e senza annoiarsi minimamente.
Sole era bello, con i suoi riccioli dorati e il suo magnifico sorriso, capace di rallegrare anche i cuori più bui; e sua sorella Luna non era certo meno bella, il candido viso incorniciato da lunghi capelli corvini e una dolcezza senza pari.
Vissero insieme felici, beandosi della reciproca compagnia, mentre i secoli passavano e loro rimanevano giovani e belli, o almeno così fu fino a che il Signore e Creatore di tutte le cose non bussò alla loro porta. Raccontò loro di aver creato un mondo meraviglioso, ricco di piante e animali, ma per completare la sua maestosa opera e tenere in vita ciò che aveva creato aveva disperatamente bisogno del loro aiuto.
Non potendo rifiutare in alcun modo la sua richiesta, i due fratelli accettarono di seguirlo, seppure restii a separarsi e ad abbandonare la propria dimora.
Così il Signore e Creatore di tutte le cose affidò a Sole il Regno del Giorno, affinché donasse gioia e vita alle sue nuove creature, mentre Luna divenne Sovrana della Notte, perché portasse loro pace e riposo. Entrambi avevano il compito di passeggiare lungo il cielo, uno durante il giorno e l’altra di notte, senza potersi incontrare mai.
Ciascuno infatti riposava mentre l’altro rimaneva vigile a custodire il mondo; ma mentre Sole si divertiva ad osservare la vita scorrere sotto di lui, Luna camminava solitaria mentre il mondo dormiva beato, con il silenzio e l’oscurità come uniche compagne. E camminando piangeva, domandandosi che male avesse mai fatto per meritare una simile punizione.
Una notte un contadino, sentendo il suo pianto, si svegliò e la vide, triste e bella, mentre si accingeva a terminare il suo viaggio. Non appena si fu coricata, l’uomo si affrettò a raggiungere la Corte del Sole, per riferirgli quanto aveva appena visto. Costui, che si stava preparando per dare inizio al nuovo giorno, lo ascoltò desolato, piangendo lacrime di luce.
Il Signore e Creatore di tutte le cose non poté non notare il profondo turbamento che regnava nel cuore dei due fratelli, così si avvicinò a Sole, raccolse le sue lacrime e le trasformò in magnifiche stelle che sparse nel cielo notturno, perché allietassero le oscure nottate in cui Luna attraversava quell’oscuro sentiero e perché custodissero il regno durante la sua assenza. Il Signore, infatti, permise a Luna di vegliare sia sulla notte che sul giorno, permettendole così di riabbracciare, una volta ogni tanto, l’amato fratello. E, per alleviare la nostalgia che provavano l’uno per l’altra, creò il vento, affinché trasportasse le loro parole dall’altro lato del mondo.
Da allora il Sole e la Luna vissero sereni, ciascuno adempiendo al proprio compito, testimoni della vita che scorre sotto i loro luminosi occhi celesti.

6 commenti su “I Sovrani dei Regni del Giorno e della Notte

  1. Ho appena cominciato a postare un altro racconto, se ti è possibile, mi farebbe tanto piacere se lo leggessi e mi dicessi s i n c e r a m e n t e quello che ne pensi.
    Un abbraccio grande e a presto, Bjbyna.

  2. Sì, mi manca molto Splinder, lo Splinder dei tempi d’oro, quando c’eravamo come minimo oltre 1000 utenti on line, ‘era una grande varietà di blog e anche di post e di amicizie, ora siamo rimasti quattro gatti, ci ritroviamo sempre gli stessi negli stessi blog, scriviamo gli stessi post, commentiamo le stesse persone… Pensa, a volte lì per lì non capisco se sono nella pagina dei commenti del mio o di un altro blog :))))

  3. E mi manca tantissimo il tuo parere su quanto scrivo, non soltanto elogi ma anche critiche e suggerimenti, tutto va benissimo… Sai che a leggerlo nel blog, il mio racconto mi sembra diverso che a leggerlo su word? E’ come se lo leggessi con gli occhi degli altri e ne noto le manchevolezze e le carenze che prima non avevo notato. Anche per questo ho pensato di postare anche gli altri racconti gialli che ho scritto, alcuni commenti aiutano a inquadrare meglio intreccio e stesura.
    Un abbraccio grande e… buona scrittura 😀

  4. Grazie per avermi detto che hai ripreso a scrivere perché ci sono io, le tue parole mi hanno fatto un immenso piacere! E dunque puoi capirmi quando ti dico che mi manchi tanto, sia perché siamo amiche dal nostro “esordio” in Splinder… Cominciammo pressoché contemporaneamente, ti ricordi?

  5. Che bello questo racconto, Bjbyna, è una favola tanto dolce e tanto romantica che, appena finito di leggerla… fa venire una gran voglia di ricominciare a leggerlo ancora!